Martedì 22 Settembre 2009 15:44
Nel 1946 il vento del nord, nelle elezioni per l'Assemblea Costituente, era un vento rosso ed era il lascito della guerra partigiana. Per farvi capire la forza del fenomeno Socialisti e Comunisti avevano insieme il 41% nel Veneto Occidentale, il 40% nel Veneto Orientale, il 55% nel milanese, il 47% nell'Alta Lombardia (cioè dove oggi il PD fatica a prendere il 20% e il centrosinistra tutto insieme non raggiunge il 35%).
Nel 1990, alle elezioni regionali, spirò un altro vento nordista, quello del movimento politico Lega Nord che sommava in sè la protesta contro lo Stato centrale, la crisi di valori di un Nordest e di un'area lombarda che si trovavano senza ancore di salvezza identitaria. Quel vento ha poi creato nella parte produttiva del paese una chiara egemonia culturale conservatrice alla quale la sinistra immobile e senza ideologie dell'ultima decade del novecento (e prima del duemila) ha risposto malissimo.
Arriva, oggi, invece, un altro vento nordista, per ora soffia piano ma pare probabile che si ingrossi. Seguendo principalmente i dati del Termometro Politico pare evidente un grosso risultato della mozione Marino nelle Convenzioni di Circolo delle regioni settentrionali: il 21 % in Piemonte, il 19% in Lombardia, il 15% in Veneto e Friuli. La parte produttiva del paese, insomma, pare la più decisa a sostenere l'unica mozione che propone un'alternativa chiara e credibile all'egemonia culturale di destra proponendo una nuova ideologia allo stesso tempo identitaria e progettuale che passa per due punti fermi:
1. la crisi della democrazia in Italia ed Europa va combattuta con un maggiore impegno nella difesa dell'arena del dibattito pubblico (quindi ad esempio difendendo il futuro del confronto pubblico che sono i blog) ed impostando un metodo di laicità che significa prima di tutto capacità di ascoltare e accettare il pensiero altrui, in una parola la libertà di parola e di confronto civile, cioè l'opposto delle barbare guerre che ogni giorno si combattono nelle nostre tv e nei nostri giornali.
2. una democrazia forte è elemento imprenscindibile per lo sviluppo economico futuro che si basa necessariamente sugli elementi della tutela della diversità (per via del fatto che è oggi centrale la creatività), di una rivoluzione nell'ambito delle energie rinnovabili che sarà il vero volano dello sviluppo futuro, di una riforma del welfare centrata sugli elementi della formazione continua e del reddito di cittadinanza.
In sostanza partendo dalle crisi della democrazia e dell'economia, correlate alla crisi della sinistra che per 20 anni non ha più proposto un modello culturale che in fondo è stato quello che ha permesso i 30 anni più gloriosi, pacifici e liberi della storia d'Europa ed invece si è lasciata andare ad una copia del progetto poltico e culturale delle destre.
La mozione Marino, quindi, va bene al Nord (in realtà va benissimo anche in Toscana e Lazio) ed è l'unica che delinea un'alternativa culturale alle destre, anche perchè sostenuta da persone che nell'epoca dell'ubriacatura conservatrice e neoliberista che ha colpito la sinistra negli anni 90 non erano di certo alla guida dei partiti di centro-sinistra. Marino in primis era negli USA a salvare vite, Civati era un giovanissimo studente di Filosofia, Scalfarotto era dirigente di grandi imprese in vari luoghi d'Europa, Sandro Gozi faceva ricerca nello staff di Romano Prodi, Marta Meo avviava la sua attività di architetto.
Il vento del Nord di cui vi racconto è l'unico vento alternativo alla Lega Nord, perchè propone un'alternativa ideale, ideologica, identitaria, pratica e di classe dirigente all'egemonia leghista di oggi.
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