Mercoledì 09 Settembre 2009 13:19
Il 27 Settembre votano portoghesi e tedeschi, il 4 Ottobre votano i greci, il 10-11 Ottobre i cechi. Complessivamente voteranno 120 dei 500 milioni di abitanti dell'Unione Europea. Il risultato politico è importante per diversi aspetti.
Innanzi tutto è un risultato incerto per via di un elemento politico: l'aumento della frammentazione. In sostanza in tutti questi paesi è probabile che non sia possibile un governo formato da un solo partito, nonostante si sia usciti dalle elezioni precedenti sia in Grecia che in Portogallo con governi monocolore (socialista nel paese lusitano, conservatore in quello ellenico). In Germania un governo di coalizione con 3 partiti pare che sia necessario, e sarebbe una novità quasi assoluta nel panorama tedesco dal 1945 ad oggi. In Portogallo la classica alternanza PSD-PS è messa a dura prova dalla fortissima crescita dell'estrema sinistra (tra Comunisti e Blocco di Sinistra dovrebbe superare il 20%). In Cechia si rischiano situazioni di empasse come nel 2006, dove il parlamento si trovò spaccato a metà tra 100 parlamentari di centro-destra (euroscettici,democristiani e verdi) e 100 di sinistra (socialdemocratici e comunisti). Ad oggi il panorama pare complicato dalla nuova forza politica TOP 09, attesa vicina alla doppia cifra. In Grecia, per finire, si rischia di interrompere l'alternanza ND-PASOK per via della crescita di estrema sinistra ed estrema destra.
Un elemento fondamentale da tenere in considerazione sono le conseguenze sul rapporto con l'Unione Europea: crescite di forze politiche di estrema destra o estrema sinistra o in generale euroscettiche implicano un indebolimento del processo comunitario e dell'afflato europeista di tutte le forze politiche di un paese. Esempi non ne mancano ma basta guardare alla svolta euroscettica dei socialdemocratici in Austria per comprendere i rischi della crescita di partiti che stanno fuori dal tracciato politico che auspica un'Europa unita nella pace e nella libertà. Ma quali sono questi partiti euroscettici?
In Germania il forte europeismo di democristiani, socialdemocratici, liberali e verdi non è in discussione. I problemi vengono dai cristianodemocratici bavaresi della CSU (storicamente più a destra) e dalla sinistra radicale della Linke, come si può vedere in questo articolo.
In Portogallo è noto l'euroscetticismo della CDU (Coalizione Democratica Unita, Verdi + Comunisti), che come dicevo è data in crescita. La destra populista ed euroscettica dei Popolari, classici alleati dei SocialiDemocratici (destra, nonostante il nome) è vista fortunatamente stabile.
In Grecia l'estrema destra del LAOS, il cui leader Giorgios Karatzaferis fa dichiarazioni che farebbero impallidire addirittura Borghezio, è probabile confermi il suo drappello di parlamentari reazionari ed antieuropeisti. All'opposto della sfera politica il KKE, partito rimasto alle posizioni di Stalin, è probabile confermi la solida percentuale vicina al 10%.
E veniamo alla Repubblica Ceca: se in Germania, Portogallo e Grecia le forze politiche più euroscettiche stanno agli estremi del range politico, in Cechia è il centro-destra classico che è euroscettico con gli estremi viscerali del Presidente della Repubblica Klaus. E' probabile che una nuova vittoria dell'ODS creerebbe ulteriori problemi alla riluttanza di Klaus a firmare il Trattato di Lisbona. In reazione a questa destra euroscettica pare esserci la nascita di una destra liberale europea classica, il nuovissimo partito chiamato TOP 09.
Un terzo elemento politico è la capacità della sinistra riformista di presentarsi come capace di risolvere i problemi di oggi: la crisi economica, ecologica, etica; i limiti dell'integrazione europea; la disoccupazione. La situazione per le forze socialdemocratiche è complicata ovunque in Europa ma in questo turno elettorale dovrebbe esserlo in modo particolare in Germania, dove l'SPD è data in caduta libera al 23-24%. In Portogallo, dopo il trionfo del 2005, pare che i socialisti del premier Socrates non vadano oltre il 35%. In Repubblica Ceca, nonostante gli ultimi anni all'opposizione del governo conservatore euroscettico di Topolanek, pare che i socialdemocratici del CSSD stiano intorno al 30%. Infine, in contro tendenza, i socialisti greci del PASOK paiono in netta crescita.
Frammentazione, euroscetticismo, crisi della sinistra: tutti elementi che sono interconnessi e fanno comprendere la necessità di una nuova fase per le forze progressiste europee; una nuova fase che passi da una chiara analisi della società e superi il periodo dell'"abbiamo comunque ragione noi" e ci dia stimoli perchè si passi dall'autocelebrarci e contemporaneamente leccarci le ferite ad un forte impegno in direzione della risoluzione dei problemi di oggi. Con i valori di sempre: libertà, uguaglianza, solidarietà.
( 0 Votes )
| < Prec. | Succ. > |
|---|




Google
Facebook
Twitter
Myspace
Linkedin
Yahoo
Del.icoi.us
Windows Live
Blogger
Rain Concert
la csu sono i cristiano sociali: piu riforme sociali rispetto alla cdu, meno riforme liberali soprattutto nei diritti civili (piu conservatori diciamo).
in germania la partita si è riaperta innanzitutto perchè la cdu ha perso molti voti alle "regionali", e poi perchè la spd potrebbe cominciare a ensare ad un alleanza con la linke se dovesse continuare ad avere tanti voti anche negli altri lander.
aggiungiamoci che il sistema elettorale tedesco fa aleggere metà dei candidati con l'uninominale, quindi i socialdemocratici anche se con molti meno voti della cdu potrebbero essere meno distaccati di quel che sembra.
diciamo che secondo me la coalizione piu stabile potrebbe essere quella semaforo con spd-grunen-fdp, se la cdu non riuscisse ad avere abbastanza voti per governare.