Martedì 25 Agosto 2009 17:58
Barcelona è la mia città. Non "una città in cui sono andato in vacanza 5 volte" bensì la mia città. Ci sono città in cui nasci, ci sono città in cui vivi (che scegli o in cui sei costretto a vivere), ci sono città che ti prendono a prescindere, che sono tue appena ci metti piede. Per me Barcelona è così. Quando arrivo in terra catalana mi sento a casa, mi pare di essere in Veneto con la grande ed enorme differenza che in Veneto la gente la conosco e un buon 50% non mi piace mentre in Catalunya la gente non la conosco però tendenzialmente mi piace (forse è perchè non la conosco, ma non importa XD). Fatto questo preambolo vi racconto della mia vacanza (la prima della mia vita in totale solitaria) così tutti quelli che sono curiosi (e curiose!) della stessa la potranno leggere qui.
Sono giunto all'aereoporto di Girona-Costa Brava alle ore 17.55 di Venerdì, in anticipo. Faceva caldo però meno che in Italia perchè lì c'è vento e c'è molta meno umidità. Alle 18.30 ero sull'autobus "Barcelona Bus" della compagnia di trasporto pubblico catalano (ottima, efficiente, splendida, unica, indivisibile, ne parlerò domani). Alle 19.40 ero a Barcelona città, alle 20 ero in Hotel. Un consiglio, subito, che poi ho utilizzato al ritorno: il Bus Aeroport - Barcelona costa 20 euro A/R mentre andare in bus fino a Girona e prendere il treno costa 15,70 euro A/R. Ci mettete un'ora in più ma per me ne vale la pena, magari aggiungendo la visita a Girona, di cui parlo dopo.
Alle 21 ero già in Plaza Catalunya per conoscere un nuovo amico, Pier Andrè. Ho mangiato al Burger King con lui e poi siamo andati a Sitges...Sitges è la classica cittadina di mare sulla costa spagnola, con la preziosa differenza che è uno dei luoghi più importanti del mondo per il turismo gay. Diciamo un turismo "attempato", purtroppo. Sono stato con Pier durante tutta la notte e abbiamo girato un po' il lungomare, gli scogli e il borgo antico che non avevo visto completamente nonostante questa non sia certo la prima volta in cui vado a Sitges. Al mattino abbiamo preso un treno. Siamo poi andati nell'ostello ove dormivo. Verso le 14 lui è tornato a casa, alle 17 mi sono alzato anche io.
Alle 17.30 del Sabato ero al Museo di Storia Catalana. Per entrare non ho pagato nemmeno un centesimo di euro in quanto studente universitario: questa politica, tipica nel 99% dei paesi del mondo, di far entrare gratuitamente gli universitari nei musei, non è adeguatamente utilizzata nel nostro Paese. Tornando al museo, questo è sviluppato in mostre temporanee e mostra permanente. In quest'ultima c'è un percorso storico dalla preistoria fino ai giorni nostri, che parla dei popoli che hanno vissuto la Catalogna e successivamente della nascita e dello sviluppo dell'identità catalana. Alle 19 il museo ha chiuso e non ho fatto in tempo a vederlo tutto. Un museo del genere manca in Veneto e sarebbe proprio bello, al di là di qualsiasi retorica politica, un bel museo sulla storia del nostro territorio dalla Preistoria ad oggi.
Alla sera del Sabato, dopo un po' di caos perchè evidentemente l'arte del ritardo è qualcosa che noi nemmeno possiamo immaginare rispetto a molti latini (nella fattispecie dovevo vedermi alle 21.30 con uno che poi è arrivato alle 23.20 ma intanto io me ne ero andato :D). Il sabato sera, quindi, sono uscito con Raul, catalano. Siamo andati prima a "El aire", splendida pre-disco nel quartiere Gay (il Gayixample) di Barcelona e poi a "Arena", discoteca gay con 4 sale in diversi punti del medesimo quartiere. Posti ove ero già stato e che sono, fino ad oggi, il top dal punto di vista del divertimento gay: bella musica, bella gente, bell'ambiente. Sono tornato all'ostello al mattino e ho dormito subito fino alle 12.
La domenica pomeriggio volevo andare al mare ma ho subito cambiato idea pensando al fatto che il mare a Barcelona è sporco e avrei dovuto spostarmi in treno fino a Sitges. Riflettevo inoltre sul fatto che odio prendere il sole e mi dà ansia stare in spiaggia senza avere qualcosa da fare quindi avrei perso tempo. Ho allora optato per un giro in centro a Barcelona in cui ho comprato una maglietta nazionalista catalana veramente molto bella, ho poi mangiato da Pan's (fast food catalano con cibo sano e bei commessi) e infine ho fatto una lunga passeggiata sul Montjuic, il monte vicino Barcelona dove ci sono lo Stadio Olimpico, un grande parco, un castello settecentesco (simbolo dell'occupazione spagnola) ed altre cose, in parte già visitate, in parte che non mi interessano. Alla fine della camminata mi sono sdraiato sull'erba...e ho avuto una simpatica reazione allergica al contatto con la stessa, di lì a un'ora. Ciò mi ha fatto sperimentare anche le farmacie catalane e queste sono uguali alle nostre in termini di efficienza domenicale: ottima. Ho preso un antistaminico per l'epidermide e via il dolore e i puntini rossi. Sono poi andato in disco, sempre all'Arena, questa volta sul presto perchè c'è la serata per i giovani di Barcelona che inizia alle 19 della Domenica. Tanti ragazzi giovani e carini però fino alle 23.30 ho ballato solo, prima di trovare una compagnia di ragazzi molto simpatici con cui ho ballato un'ora abbondante. Poi sono tornato in ostello in taxi (oh, come sono efficienti i taxi a Barcelona... e quanto poco costano)
La mattina del Lunedì mi sono visto con uno dei ragazzi della sera prima: abbiamo fatto colazione. Ho poi preso il treno per Girona che ho visto in velocità (1 ora e mezza per visitare una città è pochissimo: ho fatto solo due passi). E' un posto in cui devo tornarci. Molto bello il centro, un fiume con delle case romantiche e splendide che hanno ispirato moltissimi artisti e infine una Cattedrale magnifica. Era un misto tra i borghi dell'Italia centrale e una città moderna. La caratteristica che più impressiona a Girona è la totale mancanza della lingua spagnola. Se a Barcelona il bilinguismo è d'obbligo, a Girona pare che l'unica lingua sia il catalano: vie, indicazioni, scritte dei negozi. Ho riflettuto che probabilmente se si va nei paesi più piccoli in Catalogna non c'è nemmeno chi ti parla in spagnolo. In sostanza il castigliano-spagnolo, fuori dalla metropoli Barcelona e dalla costa turistica, è lingua in via di marginalizzazione, ma di questo parlerò in un altro articolo dopodomani.
Dopo Girona il ritorno in Veneto per il quale non c'è molto da dire, se non che l'aereo era un po' in ritardo e che gli italiani che fanno la coda sono sempre uno spettacolo impareggiabile! Di Barcelona mi rimangono sempre impresse emozioni forti, questa volta mi porto a casa due nuove amicizie, una maglietta e la speranza di tornare il prima possibile :)
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