Giovedì 13 Agosto 2009 11:41
Il TAR del Lazio ha escluso i professori di religione dagli scrutini di fine anno per motivazioni legate al rispetto delle diversità culturali e religiose di tutti gli alunni. (per un approfondimento sull'insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole clicca qui)
Condivido con il TAR e per diversi motivi. In primo luogo dobbiamo renderci conto che alcuni principi e valori (rispetto degli altri, rispetto della diversità) sono pre-ordinati a qualsiasi questione culturale: siamo prima uno stato laico che rispetta le differenze e poi una cultura impregnata di cattolicesimo.
In secondo luogo dobbiamo considerare che oramai le persone atee, le famiglie secolarizzate che non mandano i bambini a catechismo, le famiglie di immigrati ci stanno portando, per fortuna, in contesti meno omogenei e con più differenze. Per questo serve il rispetto di queste differenze e ciò che dicevo prima al punto uno è da rafforzare anche da un dato reale, pratico.
In terzo luogo è fondamentale considerare le modalità di scelta dei professori di religione, che necessitano di un placet del vescovo della diocesi ove la scuola si trova: questo mi pare inaccettabile, nonostante sia parte del Concordato, in un paese civile e impone una riflessione. A mio parere è necessario cancellare l'ora di Educazione Cattolica e sostituirla con un'ora di Etica in termini generali, come è ad esempio in Olanda. L'etica, materia con esimi professori anche nel nostro territorio, come ad esempio il trevigiano Lorenzo Biagi, permette uan riflessione ampia su di noi. E' vero che molti professori di religione fanno parlare liberamente di etica ma questo non è automatico. Parlare di etica permetterebbe, inoltre, di sconfiggere i tanti pregiudizi e i tanti moralismi di questo paese, ma sono sicuro che questo non piacerebbe a chi ci governa, che si nutre di paure, odi e moralismo per vincere le elezioni.
La mia proposta, quindi, è quella di togliere l'Educazione Cattolica facoltativa e di inserire l'Etica come materia obbligatoria in tutte le scuole di ordine e grado. Per il rispetto dei principi che conformano la nostra società, per il rispetto di tutte le religioni, le credenze e le culture della nostra civiltà odierna.
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