Venerdì 07 Agosto 2009 16:44
Per una volta non parlo di politica vicentina, di politica veneta, di politica italiana, di politica internazionale, di politologia, di associazionismo gay. Parlo di me. Bè, si, parlando di me dovrò parlare di politica. Ma in modo diverso... leggete e capirete ^^
Le emozioni. Quella cosa che non è definibile e che chi definisce è di solito uno che vuole fregarti (in testa molti - non tutti! - psicologi e preti) . Quella cosa che una volta si esprimeva facendo il muso o ridendo, oggi si esprime (anche) con gli status su facebook. Volevo rendervi partecipi delle mie ultime 5 emozioni, magari così potrete conoscermi meglio. In questi 5 "eventi" c'è tutto un mondo di significati, ci sono io, c'è l'umana specie (o sono un alieno?...) . Allora, cronologicamente:
1. il 23 Agosto, quando ha parlato Rosa Calipari a Milano alla presentazione di Ignazio Marino ha detto con nettezza le seguenti parole
Mi chiedo e vi chiedo se questo adagiarci sulla nostra superiorità etica ci abbia fatto poi così bene, quando tutte le nostre difficoltà, tutte interne al PD, ci si stagliano enormemente davanti in Campania così come in Calabria e in altre regioni.
2. quando ha parlato proprio Ignazio Marino, a Milano, quel 23 Agosto e ha detto:
D'altra parte, nel 2007, quando abbiamo fondato il PD, abbiamo proclamato a voce alta e con convinzione che ogni traguardo può essere raggiunto utilizzando le procedure e attivando le risorse della democrazia. Da qui discende tutto.
• Non c’è vera democrazia, infatti, se si conosce già il nome e il cognome di chi otterrà un posto all’università o un finanziamento per la ricerca ancora prima che il concorso venga bandito;
• non c’è democrazia se vengono trattati come delinquenti uomini e donne che hanno la sola colpa di essere gli ultimi della terra;
• non c'è democrazia se la scuola pubblica non è in grado di assicurare a tutti i bambini e ragazzi, lo stesso livello di qualità dell'istruzione;
• non c’è democrazia se un cittadino deve prendere il treno e andarsene dalla propria terra, lontano dai propri affetti, per curarsi da una grave malattia;
• non c’è democrazia se un imprenditore non può esercitare la propria attività in un mercato trasparente e libero, dove le regole sono rispettate e la concorrenza protetta;
non c’è democrazia se economia, diritti, ambiente in una parte dello Stato sono soffocati dalla criminalità organizzata.
In estrema sintesi: non c'è vera democrazia se non rimettiamo al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni la persona! L’Italia ha bisogno di tornare a prendersi cura della propria democrazia. Ha bisogno di includere un maggior numero di cittadini nelle decisioni collettive e nella vita pubblica, ha bisogno di rafforzare la propria comunità nazionale per avere un ruolo chiaro nel mondo globalizzato.
3. Più volte in questi giorni, quando ho visto di sfuggita mia mamma o mio fratello, nei nostri rari incroci tra vacanze, lavori, studio e molto altro.
4. Martedì sera, quando ho baciato un ragazzo e come al solito ho sperato di poter iniziare qualcosa e invece mi sono preso un'altra tranvata in faccia (vabbè, di tranvate ne ho date anche io, quindi se vogliamo vedere un disegno divino si va a pareggiare probabilmente, ma qui scadiamo in teologie strane)
5. Oggi, quando ho letto nel libro di Pippo Civati del sogno/incubo sul suo esame dimaturità, dove racconta due fatti: che era innamorato di una ragazza, Francesca; che c'erano già Walter e Massimo a sfidarsi per la leadership del PDS. Quel che mi ha emozionato qui però è stata la somiglianza di sogni: anche io sogno quasi solo storie d'amore reali o immaginarie e faccio incubi solo a riguardo del Liceo, in particolare sui compiti di Fisica.
Quindi siamo arrivati a dove volevo arrivare: per cosa ci si emoziona? Per cosa mi emoziono? Quando mi vengono i brividini sulla schiena?
Per quattro cose:
- la passione per l'evoluzione, che è il vecchio sogno umano di poter vivere in un mondo migliore di quello in cui vive, chissà se mai ci fermeremo... ;
- il successo personale, che è la volontà di essere motori dei cambiamenti ( non solo in politica)
- il desiderio di amare ed essere amati, che viene prima della passione politica nella storia umana, e anche nella mia ovviamente;
- il bisogno di sentirsi parte di qualcosa e accomunati con qualcuno: questa è la famiglia, sono le amicizie, sono i punti in comune con un altro essere umano.
Riassumendo sono la socialità, l'amore e la volontà di progresso e successo a cambiare i nostri destini e quelli del mondo (assieme alle loro degenerazioni).
E dopo aver filosofeggiato partendo da me, preoccupato per lo sforzo intellettivo con questo caldo(ahah) , vado a preparare un regalo.
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