Martedì 04 Agosto 2009 11:25
Fino al 1995 in Albania l'omosessualità era punita con 10 anni di carcere. Nel 2010, probabilmente il matrimonio gay sarà legalizzato. Siamo ad una delle più rapide svolte dall'omofobia di Stato all'apertura legale massima che uno Stato può fare. Solo 15 anni per una radicale svolta.

Un paese, l'Albania, che ha un solo obiettivo e una sola speranza: entrare il prima possibile nell'Unione Europea. Questa è sicuramente la molla che ha portato ad un programma di governo, quello del secondo mandato consecutivo del democratico (centro-destra) Sali Berisha, molto progressista e orientato ad annientare ogni genere di ingiustizia sociale e civile. Non è plausibile, infatti, che le piccole e disorganizzate associazioni gay albanesi siano state un vero pungolo e una vera forza di pressione verso il Governo. A dimostrazione di ciò ci vengono in aiuto le parole del premier che ha parlato di situazione di discriminazione inaccettabile e soprattutto di legge che avvicinerebbe l'Albania al resto d'Europa.
Con questa vicenda cosa possiamo dire? Che l'Unione Europea, divenendo polo attrattivo per tutti i paesi dell'est, permette a questi di cambiare più rapidamente della loro società, orientandoli sia economicamente che socialmente che culturalmente verso canoni e valori tipici della migliore Europa Occidentale. Questo è dimostrabile anche economicamente ma ciò è più evidente anche nel campo dei diritti umani. Noi italiani, invece, siamo sempre più lontani dall'Europa civile e ci ostiniamo a rinchiuderci in un conservatorismo xenofobo e suicida anche economicamente che ci sta facendo diventare periferia.
Allo stesso tempo è interessante come il tema del riconoscimento di diritti civili per le coppie omosessuali sia considerato ormai globalmente come cartina di tornasole dello sviluppo culturale e della modernità di un Paese. Grillini e i dirigenti dell'Arcigay lo dicono da anni: hanno ragione e la nostra Italia è tutto tranne che civile e moderna. Ciò detto, una domanda: non sarebbe meglio uscire dall'UE e rientrarci essendo obbligati dalla stessa ad una serie di riforme economico, culturali e sociali alle quali sono obbligati i paesi dell'Est? In alternativa ci rimane sempre la possibilità di fuggire (anche) in Albania!
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