Mercoledì 17 Giugno 2009 15:52

Voglio inserirmi anche io nel dibattito nato dalle belle e colorate feste attivate dal Comune di Vicenza: la festa della badante e una festa per gli immigrati, avvenute negli ultimi due fine settimana. La reazione del Segretario cittadino della Lega Nord, Alessio Sandoli, probabilmente ancora sotto l'effetto di qualche festino di troppo dopo il successo elettorale delle Europee, è stata davvero da denuncia. Paragonare i tanti lavoratori e le tante lavoratrici immigrate a terroristi e prostitute è falso da una parte e palesemente xenofobo dall'altro. Ha, quindi, ragione Variati a dire "Vergogna, Sandoli!".
Oggi il leader leghista ritorna a scrivere sul Giornale di Vicenza reiterando alcuni concetti ed aggiungendone di nuovi: tutte cose false.
1. in primo luogo dichiara che non tutti gli islamici sono terroristi ma tutti i terroristi sono islamici probabilmente dimenticandosi Brigate Rosso, Prima Linea, Ordine Nuovo, ETA, IRA, gli attentati del nuovo amico Gheddafi, ecc... Un ripasso di storia e di cronaca politica urge!
2. in secondo luogo sostiene che
il Comune mette sempre i vicentini all'ultimo posto: visto che qui parliamo di feste e divertimento è utile ricordare a Sandoli che sarebbe utile per lui uscire dalle stanze di partito e parlare con qualsiasi giovane vicentino che non a caso sostiene che il Centro Storico è rinato da un anno a questa parte. E questo come? Con l'aumento degli spazi dei plateatici ma soprattutto grazie a molti più eventi promossi dal Comune come ad esempio la Festa della Musica il 21 Giugno che porterà a Vicenza Juri di X Factor e molti altri cantanti e artisti o come ad esempio i Buena Vista Social Club. Vicenza è tornata a vivere, si metta il cuore in pace.
3. in terzo luogo ritorna a sostenere che fare le feste per le badanti sia cosa sbagliata e che debbano invece, le immigrate, adeguarsi ai nostri stili di vita e alla nostra cultura. Innanzi tutto invito Sandoli a riflettere sull'utilità di una cultura che si chiude: qualsiasi impero, stato o repubblica che l'abbia fatto è stata dopo breve tempo travolta. Le culture vincenti sono quelle che sanno contaminare e che si fanno contaminare. Se questo non lo convince (o non vi convince abbastanza) sottolineo come un cittadino migrante serve economicamente e socialmente anche ai vicentini, come spiega benissimo Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi, e che se le badanti dovessero andare via tutte contemporanemante ci troveremmo una spesa sociale altissima da colmare con le casse dello stato. Per questo, visto che dovremmo cercare di incentivare la loro permanenza qui, è utile farle sentire integrate, parte di un progetto culturale e sociale più ampio.
Riassumendo Vicenza in questo anno è rinata culturalmente e nell'ambito del divertimento, ha improntato un modello di integrazione che si basa sul dialogo e non sugli insulti (si veda anche il piano territoriale scolastico dell'Assessore Moretti) ed ha migliorato, in fondo, la vita della nostra città.
E, per buona pace dei leghisti, io ringrazio tutte le badanti e tutti gli immigrati che rafforzano la nostra Vicenza e che, volenti o nolenti, sono in parte già i cittadini di oggi e saranno sicuramente i cittadini di domani. Non dimentichiamoci, infatti, che 1 residente su 5 a Vicenza è nato fuori dall'Italia e 1 su 10 fuori dall'Unione Europea. L'identità veneta, a cui sono affezionatissimo, si rafforza contaminandola, come ha fatto la grande Repubblica Serenissima per 600 anni.
Viva San Marco! Fan**** ai razzisti!
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