Lunedì 15 Giugno 2009 18:13
In comunicazione (politica ma non solo) si insegna che quando si nega qualcosa psicologicamente si ottiene l'effetto opposto da quello che ci si è dati. Dire "non alzeremo le tasse" fa pensare il concetto di "alzare le tasse" e un cittadino avrà la percezione di questo. Meglio, quindi, dire "abbasseremo le tasse" oppure "le tasse rimarrano stabili".
Nel Partito Democratico elementari concetti di comunicazione non passeranno mai. Ciò detto è divertente notare come NON stiano nascendo le correnti.
Oggi Veltroni dice che si troverà il 2 Luglio a Roma dove tornerà a parlare ma ripete più e più volte che non sarà una corrente, perchè le correnti sono il vecchio. Anche Red, il secondo think tank dalemiano, non è una corrente. Ma nemmeno gli ex popolari di Fioroni di "Quarta Fase" sono una corrente. Ma nemmeno Letta, la Bindi e Prodi NON hanno una corrente.
Laura Pausini direbbe, per rispondere con una sola canzone del suo ultimo album, "E invece no...!!". Sono, infatti, tutte, palesemente, correnti e (udite udite il nuovissimo) sotto-correnti con sotto-sotto-correnti provinciali e locali.
In un partito, d'altronde, è normale la dialettica tra più anime, più o meno manifeste ed io credo ancora sia meglio un partito che espliciti le sue diverse anime. Ciò che è grave è però il continuare a far finta che queste correnti non siano tali e che in realtà si sia tutti perfettamente amici e siano solo luoghi di dibattito. Lo sono, ma il dibattito è purtroppo sterile se non si ha un cavallo per e con cui correre. E queste correnti hanno già i due cavalli pronti e scalpitanti: Dario e Pierluigi.
La vera tragedia è che Dario ha uno sponsor, il Walter e Pierluigi ha un altro sponsor, il Massimo. Diciamo non due freschi rampanti giovanotti che mirano al cambiamento. Nel 1994 i due si sfidarono per la Segreteria, nel 2001 Veltroni sostenne Berlinguer e D'Alema sostenne Fassino. Ora tornano a dividersi e a sostenere due candidati diversi. Chi ci perde? La possibilità di avere un vero progetto progressista e riformista, che vada oltre a schemi già visti e ferocemente bocciati dagli elettori.
La speranza è che spunti, che ne so, un Piombino alternativo... Quello che serve è un coraggio che manca ai nostri dirigenti 35enni. Avanti, tirate fuori le p..., perchè non vorrei che a furia di posticipare la scalata al vertice del partito non vi troviate senza il nostro partito.
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