Giovedì 22 Aprile 2010 11:27
1. Europa Unita
Se il vulcano in questione avesse avuto la brillante idea di scoppiare 25 anni fa probabilmente sarebbe stato un tema di molta meno importanza. Senza il Trattato di Schengen e le evoluzioni sulla libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali con il Trattato di Maastricht (e i successivi) le persone viaggerebbero molto meno in Europa, dati tutti i limiti e gli ostacoli che questo significava negli anni '70 e '80. Questa semplicitá nel viaggiare ha permesso la nascita di imprese che lavorano sul trasporto di persone all'interno dell'Unione e per questo sono nate aziende di trasporto aereo low-cost che hanno unito l'Europa molto piu' rapidamente di qualsiasi processo culturale dall'alto.
2. Europa che vola
In sostanza ci troviamo di fronte ad un chiaro esempio di spill-over, ossia di una misura voluta dagli stati solo per ragioni economiche (come sempre) e che si è riprodotta in maniera utile a livello socio-culturale, dando la possibilitá a intelligenti operatori economici di offrire un servizio come quello che offrono Ryanair e aziende similari.
Di questo forse molti non se ne sono mai resi conto perchè sono nati quando giá era possibile viaggiare con la Carta d'Identitá peró c'è un tempo, vicino, in cui questo era difficile e un'Europa indebolita rischia di farci perdere tutte le grandi conquiste degli anni passati.
3. Europa che manca
L'altra cosa di cui ci si è resi conto, peró, è quanto manchi l'Europa adesso, nell'atto pratico. L'Europa ha ottime procedure per fare le regole, è una camera di compensazione delle evoluzioni nelle societá europee ma non è capace di offrire servizi, nè sociali nè logistico-tecnici.
La vicenda in questo caso è abbastanza assurda. Esiste un'organizzazione internazionale di cooperazione nella gestione dello spazio aereo, si chiama Eurocontrol ed è formata da tutti i Paesi dell'UE (escluse Lettonia ed Estonia), dai paesi balcanici non-UE, la Turchia, l'Islanda, la Svizzera e la Norvegia. Il progetto piú importante è il Single European Sky, un progetto che prevede di gestire lo spazio europeo in maniera razionale e su blocchi funzionali e non sulla base degli Stati. In sostanza un tentativo di migliorare l'efficacia, l'efficienza e la sicurezza dei voli sulla base di criteri scientifici e di una gestione unitaria, che per una materia come il volo aereo, sarebbe l'ideale.
Ovviamente questo non è accaduto e le autoritá nazionali dell'aviazione civile hanno gestito la cosa a modo loro, decidendo chiusure ed aperture dello spazio aereo in maniera libera e disinteressandosi di una coordinazione. A farne le spese? In tanti, compresa mia madre.
Ma anche qui ci scontriamo con i soliti due problemi dei processi in Europa: le canaglie degli Stati Nazionali che non cedono un centimetro di prerogative nazionali se non hanno qualcosa indietro, rovinando la vita ai propri cittadini; l'incapacitá delle istituzioni comunitarie di saper agire e gestire le emergenze, osando ed interpretando elasticamente i Trattati, prendendosi diritti de facto.
Sono ovviamente questioni relazionate perchè tutti i personaggi che comandano in Europa oggi sono troppe volte piccoli servitori dei propri Stati nazionali o figli degli accordi tra alcuni di questi. Tra questi il piú emblematico è Barroso che sta svolgendo il suo compito di narcotizzare l'azione della Commissione in maniera eccellente e per questo è stato confermato.
4. Europa che decolla
Dobbiamo renderci conto di 3 cose per cambiare questa bizzarra situazione a livello europeo, in modo che ad esempio la prossima volta che un vulcano dal nome impossibile scoppia, giunga una risposta unitaria e non si blocchino i voli in maniera caotica e senza concertazione.
La prima è apprendere la lezione di questa volta e rendersi conto di quanto siamo interconnessi: stiamo diventando un unico popolo senza nemmeno rendercene bene conto.
La seconda è conseguente: abbiamo bisogno di un sistema istituzionale che governi l'Europa. In questo senso ci sono due possibilità: sperare che un virus colpisca Barroso e lo trasformi in Jacques Delors, l'unico Presidente di Commissione che sfidó gli Stati, li vinse su numerosi temi e grazie a questo impresse il piú grande cambiamento della nostra Storia Europa. Oppure auspicare che il prossimo Presidente di Commissione sia una persona libera e capace, che imprima una svolta e trasformi la Commissione nell’organo che permette la trasformazione dell’Europa. L’obiettivo, il sogno è solo uno: un parlamento che decidiamo noi facendo la crocetta su una scheda elettorale con partiti europei, il quale elegge un governo. Cosí, semplicemente, senza passare per mille procedure assurde decise dalle compensazioni tra Stati, staterelli, lobby e lobbycine. Ma siamo nell’utopia e non per colpa dell’UE ma per colpa degli Stati nazionali.
La terza è il bisogno di un’opinione pubblica europea che nasca dalla capacità dei giornali nazionali di dibattere di temi concreti per i quali l’unica soluzione è maggiore integrazione e una governance europea, come questo caso.
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