Venerdì 19 Marzo 2010 14:57
La Lega contro la casta è un bel film di inizio anni '90, quando davvero qualche leghista si indignava e combatteva per un sistema più giusto. Poi anche loro sono entrati nel sistema e invece di migliorarlo si sono perfettamente adattati, anzi lo hanno peggiorato. Nella prima repubblica i partiti, molte volte, si garantivano il consenso con la corruzione. Oggi la Lega viene votata grazie al razzismo che produce e rafforza e dispiega (loro lo chiamano "quello che pensa la gente") senza per questo essere meno lottizzatrice dei partiti di una volta.
In questo campo grandi meriti vanno anche al Ministro dell'Agricoltura Zaia, bravissimo fin da subito nel ricordarsi degli amici e subito colpito da qualche "piccolo" scandalo, denunciato anche dai colleghi di coalizione. Nei mesi successivi il pedemontano Luca è riuscito a ricoprire di una bella patina tutte le sue iniziative, con uno stile molto berlusconiano-massmediologico. Ciò nonostante, però, l'opposizione a qualche iniziativa è trapelata in mezzo ai tanti spot elettorali al Ministro che tv e giornali fanno da 2 anni. Tra tutte le sue operazioni sono da ricordare le regalie nella gestione delle quote latte a chi aveva frodato e rubato, rispetto a chi era stato onesto e corretto.
Poi è giunta la campagna elettorale dove le regole, in puro stile leghist-berlusconiano, sono state scordate. Così si è operato con il moto inverso. Il partito era entrato nel Ministero quindi ora il Ministero poteva aiutare il Partito. E quindi una serie di scandali (se fossimo in un Paese normale) come quello di usare il canale youtube e le pubblicazioni editoriali del Ministero stesso per farsi pubblicità gratuita e di utilizzare la propria figura di Ministro per aggirare la legge sulla par condicio.
Premiare chi froda, evitare le regole e promuovere gli amici: questo è Luca Zaia in venti anni di politica.
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