Martedì 02 Marzo 2010 15:02
Dalla zona dove abito a Madrid (Atocha) alla sede dell'Universitá (Somosaguas) ci sono 16 km. Prendendo il trasporto pubblico per andare a lezione ci metto 35 minuti circa. In Italia, invece, la distanza tra casa mia e la sede dell'universitá é pari a 41 km e per andare a lezione con i mezzi pubblici ci metto circa 60 minuti (10 minuti a piedi, 35 di treno, 10 di autobus, altri 5 a piedi).
Posti questi dati la velocitá per andare a lezione è piú rapida in Italia e questo potrebbe far festeggiare Trenitalia. La differenza peró é un'altra ed é molto piú importante. L'elemento necessario (ma non sufficiente) per un buon trasporto pubblico è la frequenza.
A Madrid le Metro passano ogni 3 minuti per tutto il giorno e ogni 7 minuti dalle 21 alle 24 (ogni 10 oltre la mezzanotte fino a circa le 2) cosicchè posso scegliere l'orario in cui partire da casa con tutta tranquillitá, senza l'ansia o il rischio di perdere un treno. Questo elemento, che è un elemento rassicurante, cambia totalmente la prospettiva di utilizzo del mezzo pubblico. In secondo luogo la grande sfida è rendere appettibile il mezzo pubblico in ogni angolo della cittá: a Vicenza se una persona abita nei comuni limitrofi o ancora peggio nei paesi o nelle cittá della provincia ha un mezzo pubblico che non è solo poco frequente ma talvolta addirittura assente.
Questo provoca una differenza evidente ed umiliante: a Vicenza e provincia per muoversi serve la macchina, a Madrid (ma anche a Barcellona) puoi tranquillamente farne a meno.
Tutto questo ragionamento potrebbe far dire ad alcuni nostri concittadini che Vicenza è una piccola cittá provinciale di solo 120 mila abitanti mentre Madrid ne ha ben 3,3 milioni. Ma questo ragionamento non è soltanto sbagliato bensì è anche miope. Vicenza non è una città di 120 mila abitanti bensì è un quartiere della conurbazione Veneto, una unica grande cittá di 3-4 milioni di abitanti, una Los Angeles che non sa nemmeno di esserlo, un centro nevralgico che collega l'Europa tra Est e Ovest
In questa grande Los Angeles si dovrebbe cominciare a ragionare come sistema di trasporto pubblico integrato e unico. Rendere facile viaggiare senza auto in Veneto è un investimento economico orientato all'economia verde e quindi a fare soldi senza distruggere la terra in cui viviamo, la nostra terra, i nostri campi, i nostri fiumi, le nostre radici.
La destra parla tanto di radici ma in 15 anni di governo del Veneto ha solo pensato a bruciarle queste radici senza mai difendere il territorio dalla distruzione operata dalle folli e selvagge continue costruzioni di case, capannoni (spesso vuoti e inutilizzati), cemento, asfalto e chi piú ne ha piú ne metta. La destra non ha dato impulso a un solo chilometro di Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.
La sfida nei prossimi anni è proprio quella di costruire nuove strade ferrate, integrare tutte le aziende di trasporto pubblico (magari facendo biglietti e abbonamenti cumulativi) e controllare direttamente con societá della regione tutte le linee regionali, abbandonando dove possibile Trenitalia (è giá cosí nella linea Legnago-Padova). Se andare dall'aereoporto di Treviso o Venezia a Vicenza diventa facile come muoversi dall'aereoporto di Barajas al centro di Madrid. Se fare colazione a Vicenza, avere un appuntamento a Padova alle 9 e incontrare un amico a Treviso alle 11 prendendo treni che passano ogni 10-15 minuti diventerá facile allora sono sicuro che gli investimenti giusti continueranno a piovere nella cittá di Veneto.
Se, invece, si punterá sull'ingolfare ulteriormente le nostre strade, imbruttire i nostri territori e distruggere le nostre radici, allora chi crede in un futuro di qualitá forse sceglierá un altro posto dove vivere. E come dargli torto?
Sul sito del candidato Democratico Giuseppe Bortolussi ci sono buone idee (www.giuseppebortolussi.it)
( 0 Votes )
| < Prec. | Succ. > |
|---|




Google
Facebook
Twitter
Myspace
Linkedin
Yahoo
Del.icoi.us
Windows Live
Blogger
Rain Concert