Sabato 20 Febbraio 2010 18:57
Erano i gloriosi anni '80 dove la corruzione era molto minore di adesso (anche se veniva percepita come maggiore), dove coloro che non erano "yuppies" erano "out", dove si facevano strada le tossine del liberismo sfrenato visto come una nuova opportunità per una società che già aveva un sistema di welfare che garantiva tutti e dove ormai il tema non era più come uscire dalla povertà ma come diventare più ricchi, perse molte delle remore morali legate alla religiosità. Era l'Italia degli anni '80, dove il sistema politica pareva avviato a un sostanziale e continuo rafforzamento del mondo socialista da un lato, con tutte le contraddizioni che il craxismo aveva portato nel glorioso PSI, e di una ridefinizione del mondo conservatore con una Democrazia Cristiana sempre più simile a CDU o RPR.
Nel frattempo nella regione più ricca del Paese, la Lombardia, nasce qualcosa di nuovo. In province dove le contraddizioni insite allo sviluppo capitalista basato sulla piccola impresa sono più evidenti (uno sviluppo che mangia territorio e identità) e dove è altrettanto forte il progressivo svuotamento di senso delle istituzioni cattoliche, nasce un movimento politico che fonda la propria esistenza sull'identitarismo territoriale (dove territorio nel senso di terra non ce n'è quasi più) e sulla capacità di convogliare gli istinti egoistici di un'intera società contro nemici nuovi.
Questa forza politica, nel 1982, parlava di "precedenza ai lombardi nell'assegnazione di lavoro,abitazioni,assistenza ,contributi finanziari." andando contro un principio basilare di molti sistemi welfaristici, ossia il fatto che siano erga omnes nei confronti di chi risiede e paga le tasse in un territorio.
Il leader di questo partito parlava allora in questi termini: " Nel sistema politico centralista il sociale affonda le radici in una logica economicistica tesa a perseguire la disgregazione della società, a soffocare l’istinto di sopravvivenza dei popoli, a spezzare traumaticamente il legame affettivo che l’uomo ha con la propria terra per permettere la realizzazione di un modello di sviluppo basato sull’immigrazione. Il legame etnico è quindi un legame sostanziale per la vita sociale, perché è attraverso l’identità etnica che il sociale non degrada a solo spazio di interessi, ma resta anche spazio degli affetti”.
In sostanza si teorizzava la necessità di una purezza etnica lombarda al fine di mantenere un sistema di welfare che doveva essere necessariamente avanzato (anzi magari più avanzato di quello già allora presente) però allo stesso tempo limitato. A chi? All'"etnia" presente. A quella che anni dopo lo stesso partito vede chiusa nelle riserve indiane, facendo un paragone non solo errato ma addirittura offensivo nei confronti dei milioni di pellerossa massacrati dai parenti europei di quei lombardi che si vuole nelle riserve.
Si pongono però delle ovvie domande, che sento il bisogno di scrivere qui. La purezza etnica lombarda esiste?
O non è piuttosto vero che sia lombardi che veneti sono nati da una mescolanza di popolazioni provenienti dall'est europa in almeno 30 ondate diverse dal 10000 a.C. fino al 1000 d.C. ?
Non è forse vero che oggi chi giunge da altri Paesi del mondo viene da Stati che sono stati per lo più colonizzati dall'Europa e che senza tali colonizzazioni mai sarebbero fuggiti da guerre per lo più prodotte dagli europei? E come si fa a pensare di sfruttare un territorio vendendogli rifiuti nocivi, creando guerre ad arte per ottenere materie prime a prezzo più basso e non pensare che la gente fugga in Europa?
Insomma, vi ho convinto che votare Lega è una follia ed è un vicolo cieco oppure vi servono altri dati?
( 2 Votes )
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