Lunedì 15 Febbraio 2010 21:52
La Libia è quel Paese che chiude in centri di detenzione decine di migliaia di persone che fuggono da carestie e guerre. Li chiude in queste prigioni finanziate dall'Italia dove vengono commesse atrocità incredibili. Ne parlano, tra gli altri, Gian Antonio Stella nel suo ultimo libro e poi molti siti internet a più riprese (per degli esempi 2008, 2009). La Libia è anche quel Paese al quale stiamo costruendo le autostrade proprio perchè blocchi, nelle maniere sopra citate, tutto il flusso di immigrati che viene dall'Africa. Infine la Libia è quel Paese con cui abbiamo fatto un mega accordo che parlava si di immigrazione e autostrade ma anche di gestione del gas, pattugliamento delle coste e delle (giuste e tardive) scuse italiane per il colonialismo. Un accordo ricordato da molti come un pacchetto di aiuti economici in cambio di durissime poltiiche schiavistiche dei libici pur di non avere ulteriori immigrati in Italia.
In questo contesto si inserisce il nostro strano comportamento (come Paese) in merito alla recente guerra diplomatico libico-svizzera. La vicenda? La Svizzera stila una lista nera di libici indesiderati (188). La Libia risponde con il ritiro dei visti a tutti i cittadini europei, in sostanza una specie di espulsione massiccia. Una misura draconiana, una reazione esagerata ad un'azione singola. Tutta l'UE, giustamente, ha preso le difesa della Svizzera. Noi, che abbiamo al governo un partito i cui militanti spesse volte insultano l'intera religione musulmana, in politica estera ci trasformiamo nei difensori della dittatura islamico-socialista libica dentro l'UE. Due pesi e due misure. Come Mussolini: ammazzava i comunisti in Italia e faceva gli accordi con l'URSS.
( 0 Votes )
| < Prec. | Succ. > |
|---|




Google
Facebook
Twitter
Myspace
Linkedin
Yahoo
Del.icoi.us
Windows Live
Blogger
Rain Concert