Martedì 19 Gennaio 2010 11:56
Quelo per me rappresenta il Partito Democratico. Perchè c'è grossa crisi e perchè ci stiamo ripetendo da quando siamo nati interessanti domande esistenziali sul "chi siamo?", "dove andiamo?" e via discorrendo. Il problema è che di voti ne portano sempre meno.
Vorrei un attimo rEgionare sulle regionali. Innanzi tutto bisogna dire che gli attori politici che stanno conducendo la partita sono Casini, Bossi e Di Pietro, ossia i tre vincitori delle Europee e soprattutto coloro che da un indebolimento dei due partiti maggiori risulterebbero avvantaggiati.
La Lega sta giocando la sua partita in Piemonte, Lombardia e Veneto, con l'obiettivo di ottenere due governatori, una marea di consiglieri e assessori e poter, quindi, conseguentemente, diventare il vero dominus della politica nel Nord Italia. Un dominus che con la fine del berlusconismo potrebbe riuscire ad inghiottire la quasi totalità dell'elettorato e del ceto dirigente pidiellino, data la facilità di spostamento degli elettori conservatori tra i due partiti, come si vede benissimo nell'analisi comune per comune delle Elezioni Europee 2009 rispetto alle Politiche 2008. In sostanza esiste un blocco sociale conservatore-populista che in Veneto e Lombardia è circa il 40-45% dell'elettorato ed è disponibile a spostarsi tra PDL e Lega a seconda del candidato e della forza dei due attori.
Proprio per questo la partita è davvero decisiva nella regione nordoccidentale perchè se Bresso riuscisse a tenere avremmo un'alternativa chiara ed evidente al leghismo. Mercedes è federalista, socialista, progressista, nemesi vera del leghismo. Chiamparino e Bresso, insieme, rappresentano la sinistra che riesce a confrontarsi con una società complessa locale e globale insieme, capace di accogliere le sfide senza imitare la destra e senza rimanere ferma agli anni 70. Avanti Piemonte!
Per questo la candidatura ideale in Veneto sarebbe quella di Laura Puppato che rappresenta, con le ovvie differenze tra il mondo urbano di una città postfordista come Torino e la realtà metropolitana e diffusa veneta, quella capacità di essere veramente alternativa alla Lega senza nè copiare nè rimanere indietro. A supporto di questo si possono citare i dati elettorali di Montebelluna alle elezioni comunali e in un certo senso anche alle Europee dove la tenuta del PD c'è stata, a differenza del Veneto dove abbiamo avuto un tonfo dell'8%.

Casini, invece, a differrenza di Bossi, tenta di recuperare nel post berlusconismo l'elettorato più moderato e centrista, ossia quell'elettorato che sta con Berlusconi solo perchè mai potrebbe votare a sinistra. Il partito conservatore di centro che Casini dovrebbe rappresentare ha in realtà, nel profondo, grossi problemi identitari, sempre a cavallo tra persone che vengono dal mondo del centro-che-guarda-a-sinistra, revanscismi/residuati da prima reppubblica e lugubri personaggi del peggior conservatorismo berlusconiano usciti da Forza Italia per necessità. Mettere insieme tradizioni così diverse è sforzo difficile e per assurdo Casini sopravvive nel bipolarismo proprio grazie a questo in quanto recupera elettorati in uscita e in entrata dagli schieramenti non disponibili a fare il saltone della quaglia. Sta in mezzo e sopravvive delle crisi dei due attori politici. Buffo ma senza PD e PDL l'UDC non avrebbe senso. In queste regionali la politica dei due forni funzionerà parzialmente dato che la forza politica di Casini sarà forse decisiva in alcune regioni ma alleandosi a destra perde voti a sinistra e viceversa. Attenzione, noi Democratici dovremmo stare attenti a non rincorrere il vuoto.
Tonino Di Pietro continua la sua politica muscolare contro il governo. Non fa mai una proposta che sia una, non ha un progetto per l'Italia. E' la pars destruens del ragionamento politico e la sua azione è funzionale a sè e al PDL. In queste regionali rischia di essere decisivo in regioni come Emilia, Umbria e Marche, anche per la massiccia entrata nel suo partito di personale politico a spasso dopo la morte elettorale dei partiti di sinistra radicale varia ed eventuale. In questo modo rischiamo di trovarci molti amici dell'IDV in posizioni apicali in varie regioni che governeremo solo per il trascinamento dell'antiberlusconismo, con un personale politico in parte riciclato in parte assolutamente nuovo e per questo inesperto. Riuscirà Tonino a fare di quest'amalgama un Partito di proposta e di governo efficace? Può essere, vedremo.
Infine ci siamo noi... su di noi non voglio dire molto perchè ne scriverò più diffusamente fra qualche giorno, a candidature (tutte) fatte. Posso solo dire, come diceva Quelo: la risposta è dentro di te... e non è sbagaliata...soprattutto in Veneto!
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