Vicenza 2030, III Puntata
Mercoledì 28 Aprile 2010 00:00
Scritto da Enrico Peroni
La I Puntata qui: http://enricoperoni.it/home/131-vicenza-2030-i-puntata.html
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Ore 09.32
Dopo la spiacevole ma usuale esperienza con la Polizia, si avviarono rapidamente verso Corso del Popolo, camminando verso il centro della cittá. Avrebbero potuto prendere una delle linee di Tram ma passeggiare aiutava a svegliare il corpo e a mettere in moto la mente.
Corso del Popolo, inoltre, era stupendo. I due giovani non sapevano quanto triste e degradata era stata quella strada fino a pochi anni prima. Non sapevano che i palazzi erano stati colorati con quei toni brillanti e accesi solo appena 10 anni prima.
Nel 2018, infatti, era stato lanciato un concorso di idee per far sí che il viale di benvenuto alla cittá del Santo diventasse qualcosa di meglio di una fila di palazzi grigi degli anni ’50 e ’60 del 1900. Il giovane architetto vincitore era un albanese, cresciuto nella Tirana rinata grazie alla fantasiosa idea del Sindaco Edi Rama, nel 2004, di colorare i palazzi della tetra capitale albanese. E questo fu il destino di Corso del Popolo. Da quel giorno percorrerla era come entrare in un mondo di fiaba, anche perché oramai oltre al Metro Tram non passava piú nessun altro mezzo di trasporto e il marciapiede ampissimo e intervallato da piccoli alberi permetteva di rilassarsi e di respirare a pieni polmoni prima di entrare nel cuore antico di Padova.
Amita e Marco parlarono fittamente, fin da subito, di ció che piú li stava appassionando in quei giorni, cioè una proposta politica scioccante del governo regionale. Scioccante in senso generale, senza accezione negativa o positiva. Era la riforma del sistema scolastico, che da ormai 15 anni era deciso tra le calli di Venezia e non piú a Roma.
La riforma cancellava totalmente l’insegnamento della scrittura a mano e aveva come elemento centrale l’utilizzo del computer per l’insegnamento di tutte le materie, escluso il Disegno artistico. Una scelta che pareva impossibile solo un paio di decenni prima poteva diventare realtà e la regione Veneto sarebbe stata il secondo luogo al mondo, dopo il Bangalore in India, a tentare l’avventura di un’alfabetizzazione solo informatica.
Il tema era controverso, Amita e Marco erano su sponde opposte. Amita credeva in una societá che corre, in un mondo che cambia, nella necessitá di adattarsi. Scrivere a mano creava emozioni forti, potevi spiegare con la tua calligrafia piú cose di quelle che scrivevi. Ma in fondo, pensava, lei stessa ormai non lo sapeva fare bene e qualsiasi cosa la scriveva a computer, che fossero appunti, lettere, lavori per l’Universitá, documenti politici e perfino la lista della spesa.
Marco, invece, aveva nel proprio cuore e nelle proprie vene un rispetto profondo delle tradizioni, che vedeva come unico motore per la crescita della civiltá. In fondo anche lui credeva nel progresso, ma se Amita rappresentava le braccia del progresso, Marco rappresentava le gambe, cioè ció che delle tradizioni serviva per il cambiamento.
Lui sentiva il bisogno di quel pezzo di plastica tra le dita, quel pezzo di plastica che ti fa sentire capace di esprimere densi messaggi all’universo. Non usava molto la penna, anche lui era figlio di una societá totalmente digitalizzata e scrivere con la penna era diventato qualcosa di molto raro. Ció nonostante le prime lettere d’amore le aveva scritte a mano, ritornando piú volte a premere con tutta la forza del braccio sulle parole che maggiormente lo emozionavano. Questo, peró, non poteva dirlo ad Amita perché quella lettera era stata per un’altra ragazza. Certo, sei anni prima, quando lui ne aveva appena quattordici, e senza suscitare in quella ragazzina ormai dimenticata nemmeno una reazione. Ma raccontare di questi fatti poteva far scattare la sempre presente e pericolosa miccia della gelosia. D’altronde Amita avrebbe potuto cominciare a domandarsi perchè lui non le avesse mai spedito una lettera scritta a mano. Marco riflettè e decise che era meglio evitare. Difese la scrittura a mano con altri argomenti, forse meno convincenti, sicuramente meno rischiosi.