Una storia d'amore nella Vicenza del 2030, con tutti i cambiamenti che vent'anni di storia produrranno nella nostra cittá e nel nostro Veneto. Un racconto in evoluzione con i vostri consigli e suggerimenti.

I Puntata

II Puntata

III Puntata

Vicenza, 2030

Una società e un individuo sono accomunati da molte cose. Oggi il principale elemento in comune è la difficoltà nel raccontarsi. Chi siamo? Perchè stiamo realizzando ciò che stiamo realizzando? Voglio provare a raccontare, da veneto tra Veneti di oggi, di ieri e di domani, quello che mi accade intorno...

1* Puntata

2* Puntata

 

West roads

Qui potete trovare i miei articoli e i miei video sulla Spagna. Alcuni sono di vita quotidiana, di vicentino (berico) tra gli iberici: somiglianze, differenze, emozioni, delusioni, idee e incroci. Altri sono sulla politica, le istituzioni, i partiti spagnoli: un punto di vista personale dalla penisola più occidentale d'Eurasia, proprio nel mese del semestre spagnolo di presidenza dell'Unione Europea. Coincidenza di semestri: il mio Erasmus e la guida spagnola della nostra Comunità Patriottica, l'Unione Europea.

1* Puntata

Un berico tra gli iberici

Alle elezioni regionali del 28 Marzo 2010 hanno trionfato Luca Zaia e la Lega Nord. Alcune riflessioni pre-elettorali valgono a maggior ragione adesso, per ricordarci i possibili rischi dei prossimi anni.

Perchè votarli è sbagliato (i leghisti)?

Un trasporto pubblico rapido e frequente...

Chi è davvero Luca Zaia

In onore dei miei genitori

Veneto cittá d'Europa

bann_mini_06

Gli appuntamenti elettorali più interessanti: approfondimenti e sondaggi. Vi suggerisco, sul tema, l'ottimo www.termometropolitico.it .

Catalogna (Ottobre 2010)

Votando...

Vicenza 2030, III Puntata

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La I Puntata qui: http://enricoperoni.it/home/131-vicenza-2030-i-puntata.html

La III Puntata su Facebook qui: http://www.facebook.com/note.php?note_id=382206403014#!/note.php?note_id=382805258014

 

Ore 09.32

Dopo la spiacevole ma usuale esperienza con la Polizia, si avviarono rapidamente verso Corso del Popolo, camminando verso il centro della cittá. Avrebbero potuto prendere una delle linee di Tram ma passeggiare aiutava a svegliare il corpo e a mettere in moto la mente.
Corso del Popolo, inoltre, era stupendo. I due giovani non sapevano quanto triste e degradata era stata quella strada fino a pochi anni prima. Non sapevano che i palazzi erano stati colorati con quei toni brillanti e accesi solo appena 10 anni prima.
Nel 2018, infatti, era stato lanciato un concorso di idee per far sí che il viale di benvenuto alla cittá del Santo diventasse qualcosa di meglio di una fila di palazzi grigi degli anni ’50 e ’60 del 1900. Il giovane architetto vincitore era un albanese, cresciuto nella Tirana rinata grazie alla fantasiosa idea del Sindaco Edi Rama, nel 2004, di colorare i palazzi della tetra capitale albanese. E questo fu il destino di Corso del Popolo. Da quel giorno percorrerla era come entrare in un mondo di fiaba, anche perché oramai oltre al Metro Tram non passava piú nessun altro mezzo di trasporto e il marciapiede ampissimo e intervallato da piccoli alberi permetteva di rilassarsi e di respirare a pieni polmoni prima di entrare nel cuore antico di Padova.
Amita e Marco parlarono fittamente, fin da subito, di ció che piú li stava appassionando in quei giorni, cioè una proposta politica scioccante del governo regionale. Scioccante in senso generale, senza accezione negativa o positiva. Era la riforma del sistema scolastico, che da ormai 15 anni era deciso tra le calli di Venezia e non piú a Roma.
La riforma cancellava totalmente l’insegnamento della scrittura a mano e aveva come elemento centrale l’utilizzo del computer per l’insegnamento di tutte le materie, escluso il Disegno artistico. Una scelta che pareva impossibile solo un paio di decenni prima poteva diventare realtà e la regione Veneto sarebbe stata il secondo luogo al mondo, dopo il Bangalore in India, a tentare l’avventura di un’alfabetizzazione solo informatica.
Il tema era controverso, Amita e Marco erano su sponde opposte. Amita credeva in una societá che corre, in un mondo che cambia, nella necessitá di adattarsi. Scrivere a mano creava emozioni forti, potevi spiegare con la tua calligrafia piú cose di quelle che scrivevi. Ma in fondo, pensava, lei stessa ormai non lo sapeva fare bene e qualsiasi cosa la scriveva a computer, che fossero appunti, lettere, lavori per l’Universitá, documenti politici e perfino la lista della spesa.
Marco, invece, aveva nel proprio cuore e nelle proprie vene un rispetto profondo delle tradizioni, che vedeva come unico motore per la crescita della civiltá. In fondo anche lui credeva nel progresso, ma se Amita rappresentava le braccia del progresso, Marco rappresentava le gambe, cioè ció che delle tradizioni serviva per il cambiamento.
Lui sentiva il bisogno di quel pezzo di plastica tra le dita, quel pezzo di plastica che ti fa sentire capace di esprimere densi messaggi all’universo. Non usava molto la penna, anche lui era figlio di una societá totalmente digitalizzata e scrivere con la penna era diventato qualcosa di molto raro. Ció nonostante le prime lettere d’amore le aveva scritte a mano, ritornando piú volte a premere con tutta la forza del braccio sulle parole che maggiormente lo emozionavano. Questo, peró, non poteva dirlo ad Amita perché quella lettera era stata per un’altra ragazza. Certo, sei anni prima, quando lui ne aveva appena quattordici, e senza suscitare in quella ragazzina ormai dimenticata nemmeno una reazione. Ma raccontare di questi fatti poteva far scattare la sempre presente e pericolosa miccia della gelosia. D’altronde Amita avrebbe potuto cominciare a domandarsi perchè lui non le avesse mai spedito una lettera scritta a mano. Marco riflettè e decise che era meglio evitare. Difese la scrittura a mano con altri argomenti, forse meno convincenti, sicuramente meno rischiosi.


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Vicenza 2030, II Puntata

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La I Puntata qui: http://enricoperoni.it/home/131-vicenza-2030-i-puntata.html

La pagina facebook della II Puntata qui: http://www.facebook.com/notes/enrico-peroni/vicenza-2030-ii-puntata/382211518014

Ore 8.57
“Prossima stazione, Padova Centrale”. Marco scese rapidamente dal treno e prese per mano Amita. La mattina era densa di lezioni e impegni e non c’era tempo da perdere, soprattutto considerata la mezzora persa per il suo ritardo. 
Purtroppo furono subito fermati da un controllo di polizia. Uno di quei soliti stupidi controlli della Polizia Regionale Veneta, fatto teoricamente per “difenderci in maniera efficiente contro gli attacchi biologici dei nuovi terroristi islamici”. Concretamente era inutile. D’altronde l’unico attacco biologico che era stato fatto in Europa aveva colpito in misura marginale il Veneto e soprattutto il virus di peste modificato non era riuscito ad attecchire nella popolazione, causando un numero di vittime relativamente basso. Inoltre le misure migliori contro il terrorismo biologico erano state prese dalla Commissione Europea in seguito al disastroso attacco compiuto da terroristi islamici a Mosca nel 2023, dove morirono nel giro di poche settimane circa 20 mila persone. Da quel giorno tutti i laboratori europei erano monitorati, esisteva un piano di azione rapida diviso per aree funzionali e i controlli alle dogane con paesi terzi e negli aeroporti erano nettamente migliorati. Di tutto questo Marco era perfettamente conscio, dato che Amita studiava Biologia all’Universitá di Padova e nei tanti temi che animavano le loro chiacchierate entravano spesso temi di attualità. 
La PRV controllò le Carte d’Identitá ai due, che giá sapevano cosa dovevano fare, la formula l’avevano appresa. “Io sono Amita Kaur, ho 19 anni, sono cittadina veneta e in questo momento sto andando all’Universitá”. Il pirivi* piú anziano vide lo sconforto negli occhi della ragazza, le si avvicinò con una certa curiosità, sorrise e le disse piano in un orecchio: “presto tutto questo cambierà”. Uscirono di fretta, il controllo di polizia era stato ovviamente lungo, con le cartelle svuotate, qualche domanda e qualche formula magica per sbrigarsi, e questo aveva ritardato ancora di piú la loro giornata...


*maniera dispregiativa utilizzata dai giovani negli anni '20 per definire un singolo poliziotto

La III Puntata qui: http://enricoperoni.it/home/133-vicenza-2030-iii-puntata.html


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Vicenza 2030 - I Puntata

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Ore 8.18

Marco salí di casa correndo. Era in ritardo. Come al solito. Fortunatamente passava un treno ogni 8 minuti per Padova a quell’ora e avrebbe soltanto dovuto trovare una scusa adeguata per Amita.
Immobile e impassibile lo aspettava al binario. Stamattina non era pronta ad ascoltare un’altra mezza bugia e a riderci sopra. Aveva dormito male? Marco quasi quasi voleva sgattaiolare via, nascondersi, quando lei rifiutó il suo bacio e gli fece segno con il dito indice di fare silenzio.
Passarono 2 minuti e il treno arrivò, si avvicinarono al binario e salirono rapidamente, con l’obiettivo di evitare di stare in piedi per 25 minuti. Ebbero fortuna, trovarono due posti accanto.
Marco sapeva come poteva recuperare. Era abituato ad arrivare in ritardo ed aveva ormai studiato un metodo per far sí che la sua fidanzata lo perdonasse. Era semplice, bastava cominciare a fare piccoli suoni nell’orecchio, a dire qualche stupidaggine. Lei prima passava dal broncio al sorriso, poi cominciava a ridere. Nemmeno il tempo che la voce annunciasse “prossima fermata, Vicenza – Cittá Universitaria” e giá Amita gli aveva dato un piccolo bacio sulla guancia. Pace fatta, anche stavolta era andata bene…

 

Qui la pagina facebook, con i commenti, sulla prima puntata:  http://www.facebook.com/note.php?note_id=382206403014


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Un solo cielo sopra l'Europa

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flyeurope1. Europa Unita

Se il vulcano in questione avesse avuto la brillante idea di scoppiare 25 anni fa probabilmente sarebbe stato un tema di molta meno importanza. Senza il Trattato di Schengen e le evoluzioni sulla libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali con il Trattato di Maastricht (e i successivi) le persone viaggerebbero molto meno in Europa, dati tutti i limiti e gli ostacoli che questo significava negli anni '70 e '80. Questa semplicitá nel viaggiare ha permesso la nascita di imprese che lavorano sul trasporto di persone all'interno dell'Unione e per questo sono nate aziende di trasporto aereo low-cost che hanno unito l'Europa molto piu' rapidamente di qualsiasi processo culturale dall'alto. 

2. Europa che vola

In sostanza ci troviamo di fronte ad un chiaro esempio di spill-over, ossia di una misura voluta dagli stati solo per ragioni economiche (come sempre) e che si è riprodotta in maniera utile a livello socio-culturale, dando la possibilitá a intelligenti operatori economici di offrire un servizio come quello che offrono Ryanair e aziende similari.

Di questo forse molti non se ne sono mai resi conto perchè sono nati quando giá era possibile viaggiare con la Carta d'Identitá peró c'è un tempo, vicino, in cui questo era difficile e un'Europa indebolita rischia di farci perdere tutte le grandi conquiste degli anni passati.

3. Europa che manca

L'altra cosa di cui ci si è resi conto, peró, è quanto manchi l'Europa adesso, nell'atto pratico. L'Europa ha ottime procedure per fare le regole, è una camera di compensazione delle evoluzioni nelle societá europee ma non è capace di offrire servizi, nè sociali nè logistico-tecnici.

La vicenda in questo caso è abbastanza assurda. Esiste un'organizzazione internazionale di cooperazione nella gestione dello spazio aereo, si chiama Eurocontrol ed è formata da tutti i Paesi dell'UE (escluse Lettonia ed Estonia), dai paesi balcanici non-UE, la Turchia, l'Islanda, la Svizzera e la Norvegia. Il progetto piú importante è il Single European Sky, un progetto che prevede di gestire lo spazio europeo in maniera razionale e su blocchi funzionali e non sulla base degli Stati. In sostanza un tentativo di migliorare l'efficacia, l'efficienza e la sicurezza dei voli sulla base di criteri scientifici e di una gestione unitaria, che per una materia come il volo aereo, sarebbe l'ideale.


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La mafia esiste (anche al Nord)

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Vi segnalo anche qui questa importante iniziativa dei Gd di Vicenza. Maggiori informazioni su www.gdvi.it

antimafia


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Enrico Peroni 2009
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